Approfondimento
CSR Plastic Credit: che cos'è un credito e come viene ritirato
Il credito CSR spiegato: standard CPRS, ritiro dal mercato, certificato nominativo, annualità CSR25 e CSR26. Un servizio per aziende, non un investimento.
Guida di base
Un plastic credit (o credito plastico) è un'unità che rappresenta una quantità definita di plastica raccolta o avviata a riciclo da un progetto, secondo le regole di uno standard. Le aziende acquistano i crediti su base volontaria, per finanziare quella raccolta o quel riciclo in proporzione alla plastica che immettono. I plastic credit non sono un obbligo di legge e non sostituiscono alcun adempimento: sono un contributo volontario, misurato e documentato.
Tutti i programmi di crediti plastici, pur con regole diverse, seguono quattro passaggi:
I ruoli restano distinti lungo tutta la catena: chi raccoglie o ricicla (il progetto), chi scrive le regole (lo standard), chi certifica (l'ente terzo), chi acquista (l'azienda). Quando questi ruoli si confondono, la qualità del credito non è più valutabile.
Le tre parole non sono intercambiabili, e l'ordine conta.
La compensazione non rende un'azienda «plastic free» e non equivale a eliminare la plastica: la plastica immessa esiste comunque. Serve a documentare un contributo aggiuntivo, proporzionato e misurato — dopo aver ridotto ciò che si poteva ridurre.
Non esiste un unico standard globale per i crediti plastici: esistono più programmi, con regole, perimetri e sistemi di verifica diversi. Questa tabella riporta i principali, con la collocazione del nostro. Ogni riga rimanda alla fonte primaria dello standard.
| Standard | Chi lo governa | Cosa verifica | Note |
|---|---|---|---|
| CPRS | Corsair Development Company Ltd (standard privato) | Disciplina l'emissione e il ritiro dei crediti CSR; prevede verifica annuale da organismo accreditato ISO 17029:2019 | È lo standard da cui provengono i crediti che ritiriamo. Cosa è certificato oggi da enti terzi: il processo industriale (ISCC PLUS, quattro entità). Cosa è in rafforzamento: la verifica indipendente dell'emissione dei crediti (vedi sezione finale) |
I due strumenti si somigliano nella meccanica — un'unità, un progetto, un ritiro — ma trattano oggetti diversi.
Le emissioni di CO₂ si stimano: servono modelli, fattori di conversione, scenari controfattuali. La plastica si pesa: è un oggetto fisico, che entra in un impianto su una bilancia e ne esce come materiale tracciato. Questa differenza rende la contabilità dei crediti plastici più semplice da controllare, a condizione che le quantità siano misurate e documentate.
I due mercati sono distinti e non comunicano: un plastic credit non rappresenta CO₂ evitata e non dà diritto ad alcun claim climatico. E, a differenza del mercato del carbonio regolato, per i crediti plastici non esiste uno standard globale unico: è un mercato volontario giovane, con più programmi in concorrenza. Dirlo con chiarezza fa parte di una scelta di trasparenza.
I crediti CSR sono un contributo volontario aggiuntivo: non adempiono agli obblighi PPWR, EPR/CONAI o di rendicontazione di sostenibilità, e non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte.
Non sostituiscono nemmeno la rendicontazione di sostenibilità, obbligatoria o volontaria: i dati del percorso possono alimentarla, non rimpiazzarla.
→ Crediti plastici, CONAI ed EPR: cosa non sostituiscono
E non sono un investimento: la risposta completa →
Chi valuta i crediti plastici incontra tre critiche ricorrenti. Sono domande legittime, e meritano risposte senza giri di parole.
«Sono un alibi comunicativo.» Il rischio esiste: un credito usato per dichiarare ciò che non si è fatto è greenwashing. La risposta non è negare il rischio, ma vincolare ogni dichiarazione a un documento: chilogrammi, periodo, perimetro, certificato di ritiro. E ridurre prima di compensare.
«Non esiste uno standard globale.» È vero, e lo scriviamo anche noi (sezione sopra). La conseguenza pratica: la qualità di un credito si valuta programma per programma, guardando cosa è verificato da terzi e cosa no.
«La plastica si raccoglie dove costa meno, lontano da chi compra i crediti.» I progetti operano in gran parte dove la dispersione è maggiore e i sistemi di raccolta sono più deboli. Il punto critico non è la geografia: è la tracciabilità di ciò che si finanzia, che deve essere documentata.
I crediti che acquistiamo e ritiriamo per i nostri clienti seguono lo standard CPRS, con la regola 1 kg di plastica = 10 crediti CSR da acquistare e ritirare dal mercato. È l'unica occorrenza di questa regola in questa guida: l'unità di credito, spiegata → · come si arriva al numero →.
Il processo di riciclo chimico da cui provengono i crediti è certificato ISCC PLUS su quattro entità del gruppo Corsair — tre siti con impianto di pirolisi, in Finlandia e in Thailandia, e una entità certificata come trader. I certificati sono emessi da enti terzi accreditati: Control Union Certifications Germany GmbH e Trans Certification & Inspection Sdn. Bhd.
La catena di custodia applicata è il mass balance, verificata in audit annuale. Gli audit 2026 sui tre siti thailandesi sono stati condotti con livello di assurance reasonable — il più elevato previsto — e nessuno dei quattro audit ha rilevato non conformità.
ISCC PLUS certifica la sostenibilità e la tracciabilità del processo industriale e dei materiali. Non certifica l'emissione dei crediti CSR.
Oggi è certificato da enti terzi accreditati il processo industriale di riciclo da cui provengono i crediti. La verifica indipendente dell'emissione dei crediti è in fase di rafforzamento: quando sarà disponibile, la pubblicheremo qui.
Non ti chiediamo di crederci. Ti diamo i documenti: numero di certificato, ente che lo ha emesso, data di scadenza, registro pubblico dove controllarlo.
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