Un problema sistemico, non solo ambientale

Quando l’inquinamento da plastica non è misurato, l’impatto ambientale diventa invisibile.

La plastica è diventata una componente strutturale dei modelli produttivi moderni. È presente nei prodotti, negli imballaggi, nella logistica, nella sanità, nel food e nella distribuzione globale. Il problema non è l’esistenza della plastica in sé, ma l’assenza di strumenti efficaci per misurarne, gestirne e compensarne l’impatto reale lungo la filiera. Per anni, la sostenibilità legata alla plastica è stata affrontata attraverso dichiarazioni, impegni volontari o iniziative non verificabili. Oggi questo approccio non è più sufficiente.

1. Dati frammentati o assenti

Molte aziende non dispongono di una visione completa della plastica immessa sul mercato. I dati sono incompleti, distribuiti lungo la filiera o basati su stime non verificabili.

2. Rischio di greenwashing

Comunicazioni ambientali non supportate da dati certificati espongono aziende e brand a rischi reputazionali, normativi e di perdita di fiducia da parte di clienti e stakeholder.

Di clienti soddisfatti
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3. Impatto non tracciabile

Senza tracciabilità, è impossibile collegare la plastica utilizzata a un impatto ambientale reale. Questo rende inefficaci sia le strategie di riduzione che le iniziative di compensazione.

4. Normative e aspettative in aumento

Regolatori, investitori e consumatori chiedono trasparenza, numeri e verificabilità. Le aziende devono dimostrare il proprio impegno, non solo dichiararlo.

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450 Milioni di tonnelate di plastica vengono prodotte ogni anno nel mondo
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11 Milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani ogni anno
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Solamente il 9% dei rifiuti plastici viene riciclato ogni anno nel mondo
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Ci sono oltre 150 Milioni di tonnellate di rifiuti plastici già riversate negli oceani

Le microplastiche: il problema che non vediamo

La crisi della plastica non è più solo una questione ambientale.

Oggi rappresenta un rischio concreto per le aziende che immettono plastica sul mercato, sotto il profilo normativo, reputazionale e strategico.

Microplastiche negli ecosistemi

Ogni anno milioni di tonnellate di plastica si frammentano in microplastiche che si accumulano nei mari, nei fiumi e nei suoli, alterando gli ecosistemi naturali.

Microplastiche nella catena alimentare

Pesci, molluschi e organismi marini ingeriscono microplastiche che entrano nella catena alimentare, arrivando fino all’uomo.

Un rischio per la salute umana

Studi scientifici indicano che una persona può ingerire fino a 5 grammi di microplastiche a settimana, l’equivalente di una carta di credito.

Un rischio concreto per le aziende

Senza dati certi, tracciabilità e strumenti di misurazione, le imprese non sono in grado di dimostrare il proprio impatto reale né di rispondere in modo credibile alle richieste di stakeholder, clienti e regolatori.

1. Rischio normativo

Le normative europee e internazionali richiedono sempre più trasparenza, misurazione e rendicontazione. Senza dati verificabili, il rischio di non conformità è destinato a crescere.

2. Rischio reputazionale

Dichiarazioni ambientali non supportate da dati espongono i brand a critiche, perdita di fiducia e accuse di greenwashing.

3. Rischio competitivo

Le aziende che non misurano il proprio impatto restano indietro rispetto a competitor più strutturati e credibili sul piano ESG.

4. Rischio di inefficienza

Senza una baseline chiara, è impossibile capire dove intervenire, quanto migliorare e quali azioni generano davvero impatto.