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Come funziona › Il percorso

Il percorso Plastic Neutral: che cos'è, e perché non è una certificazione

Plastic Neutral è il nome del nostro percorso: misurazione dell'impronta plastica e finanziamento del ritiro di una quantità equivalente di crediti. "Plastic Neutral" è il nome del percorso di misurazione e compensazione: indica la compensazione dei chilogrammi misurati nel perimetro dichiarato, non l'assenza di impatto.

Cerchi una «certificazione plastic neutral»? Ecco la risposta onesta

Se stai cercando una «certificazione plastic neutral», ti dobbiamo una risposta diretta: noi non rilasciamo certificazioni di neutralità plastica, e non conosciamo uno schema di certificazione accreditato che lo faccia.

Non è una rinuncia: è la ragione del percorso. Dal 27 settembre 2026 si applicano le nuove norme sulle asserzioni ambientali introdotte nel Codice del Consumo dal D.lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, in attuazione della direttiva (UE) 2024/825. Tra le pratiche considerate in ogni caso ingannevoli c'è l'esibizione di un'etichetta di sostenibilità non basata su un sistema di certificazione o non stabilita da autorità pubbliche (art. 23, comma 1, lettera b-bis, Codice del Consumo). Un marchio di «neutralità» senza un sistema di certificazione alle spalle è esattamente ciò che espone un'azienda, non ciò che la protegge. Per la valutazione del tuo caso specifico, il riferimento resta il tuo consulente.

Quello che esiste — e che documentiamo pezzo per pezzo — è un percorso: misuri i tuoi chilogrammi, riduci dove puoi, compensi il residuo, e ricevi documenti con perimetro e periodo dichiarati. Non un timbro: un dossier.

Contributo volontario. Non sostituisce la riduzione della plastica né adempie obblighi di legge sugli imballaggi.

Le tappe del percorso

Il percorso segue le stesse 4 fasi descritte nella pagina Come funziona — qui in sintesi — precedute da un principio che non cambia mai: prima riduci, poi compensa il residuo.

  1. Fase 1: Valutazione

    misuriamo i chilogrammi di plastica del tuo perimetro, su base annua. la fase nel dettaglio

  2. Fase 2: Piano

    definiamo insieme cosa ridurre e cosa resta da compensare. la fase nel dettaglio

  3. Fase 3: Acquisto e ritiro

    ti assistiamo nell'acquisto e nel ritiro dal mercato dei crediti corrispondenti al residuo. la fase nel dettaglio

  4. Fase 4: Attestazione

    ricevi i documenti del percorso, con perimetro e periodo. la fase nel dettaglio

Il modello è annuale: la valutazione si aggiorna ogni anno con un conguaglio (ne parliamo più sotto).

Cosa ottieni: tre documenti, non un timbro

1. La Scheda di Attestazione del Servizio

Il documento che descrive la valutazione: chilogrammi misurati, anno, perimetro, metodo. Insieme alla fattura, è la base documentale del percorso.

2. Il certificato di ritiro dei crediti

Nominativo, emesso dal programma CSR e intestato alla tua azienda: riporta crediti ritirati, chilogrammi corrispondenti, annualità e data di ritiro.

3. Il badge del percorso

L'elemento comunicabile: riporta quantità, anno e perimetro, leggibili sul badge stesso. Cosa è — e cosa non è — lo spieghiamo nella prossima sezione.

Ogni documento porta con sé perimetro e periodo. È ciò che rende ogni dichiarazione basata sul percorso circoscritta e difendibile.

Il badge: cosa è, come si usa

Il badge non è un marchio di certificazione e non attesta conformità normativa: è una dichiarazione di contributo, con il link per verificarla.

È un'attestazione di partecipazione al percorso: sul badge sono leggibili la quantità in chilogrammi, l'anno e il perimetro a cui si riferisce.

Le condizioni d'uso del badge

  1. L'uso è riferito esclusivamente al periodo e al perimetro attestati.
  2. Perimetro e periodo restano sempre leggibili: il badge non si ritaglia.
  3. L'uso decade se il rinnovo annuale non avviene (vedi sezione successiva).
  4. Il badge non si accosta mai a claim di neutralità assoluta o a «plastic free».

L'applicazione del badge su packaging ed etichette non è in vendita in questa fase.

Cosa il percorso non significa

Completare il percorso non rende la tua azienda «plastic neutral» come stato assoluto — e noi non lo attesteremo mai in quella forma. La plastica che immetti esiste; il percorso documenta che una quantità equivalente al residuo misurato è stata finanziata al ritiro.

La formulazione che il percorso ti permette di usare è questa (i valori tra parentesi quadre sono segnaposto, compilati con i dati reali del tuo percorso):

«**[Azienda]* ha finanziato il ritiro di [N] crediti CSR, pari a [X] kg di plastica raccolta e avviata a riciclo chimico. Perimetro: [che cosa è incluso]. Periodo: [anno o intervallo]. Certificato di ritiro: [link].»*

Niente aggettivi, niente stati: quantità, perimetro, periodo e un documento. È la forma che regge una verifica.

Cosa si può ancora dichiarare → · Le obiezioni, una per una →

Il rinnovo annuale

L'impronta plastica di un'azienda cambia ogni anno: cambiano i volumi, i fornitori, il packaging. Per questo la valutazione è annuale e si aggiorna con un conguaglio: se i chilogrammi reali risultano diversi dalla stima, la differenza si regola nei crediti dell'anno.

L'attestazione e il badge riportano l'anno e valgono per quell'anno. Il rinnovo aggiorna chilogrammi, crediti e documenti.

Un'attestazione senza data di scadenza non direbbe niente: la nostra ce l'ha, ed è il motivo per cui è difendibile.

Cosa è verificato oggi (e cosa stiamo rafforzando)

I crediti plastici sono un contributo volontario.

I crediti CSR non costituiscono adempimento degli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026, né degli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR) e dei contributi ambientali CONAI, né degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD/ESRS).

Non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte, la riprogettazione degli imballaggi, il riciclo o qualunque altro obbligo di legge: si affiancano a queste azioni come contributo volontario aggiuntivo, misurato e documentato.

I dati del percorso — chilogrammi misurati, crediti ritirati, certificato di ritiro — possono essere utilizzati come informazioni documentate nella tua rendicontazione di sostenibilità, ma non sostituiscono alcun adempimento. → Il confine tra crediti volontari e obblighi di legge

Quattro certificati ISCC PLUS in corso di validità

Il processo di riciclo chimico da cui provengono i crediti è certificato ISCC PLUS su quattro entità del gruppo Corsair — tre siti con impianto di pirolisi, in Finlandia e in Thailandia, e una entità certificata come trader. I certificati sono emessi da enti terzi accreditati: Control Union Certifications Germany GmbH e Trans Certification & Inspection Sdn. Bhd.

  • DE105-90258902 Corsair Finland · Kaipola (FI) · Control Union Certifications Germany GmbH · valido fino al
  • MY231-20262364 Corsair Bangkok · Nonthaburi (TH) · Trans Certification & Inspection Sdn. Bhd. · valido fino al
  • MY231-20262368 Corsair Bangkok Two · Nonthaburi (TH) · Trans Certification & Inspection Sdn. Bhd. · valido fino al
  • MY231-20262511 Corsair Asia Holding · Bangkok (TH) · certificata solo come trader di olio di pirolisi · Trans Certification & Inspection Sdn. Bhd. · valido fino al

La catena di custodia applicata è il mass balance, verificata in audit annuale. Gli audit 2026 sui tre siti thailandesi sono stati condotti con livello di assurance reasonable — il più elevato previsto — e nessuno dei quattro audit ha rilevato non conformità.

ISCC PLUS certifica la sostenibilità e la tracciabilità del processo industriale e dei materiali. Non certifica l'emissione dei crediti CSR.

Oggi è certificato da enti terzi accreditati il processo industriale di riciclo da cui provengono i crediti. La verifica indipendente dell'emissione dei crediti è in fase di rafforzamento: quando sarà disponibile, la pubblicheremo qui.

Non ti chiediamo di crederci. Ti diamo i documenti: numero di certificato, ente che lo ha emesso, data di scadenza, registro pubblico dove controllarlo.

La distinzione fra «percorso documentato» e «certificazione» si regge su queste prove: numeri di certificato, enti, scadenze, un registro pubblico dove controllarli — e la dichiarazione esplicita di ciò che non è ancora coperto.

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