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I plastic credit sono greenwashing? Le obiezioni, una per una

Chi valuta un acquisto come questo incontra le critiche prima dell'offerta. Le mettiamo qui, con le risposte e i documenti — comprese le domande che ci riguardano direttamente.

Le 7 domande

I plastic credit sono greenwashing?

Possono esserlo, se usati per dichiarare una neutralità che non esiste. Per questo non la dichiariamo.

Le critiche ai plastic credit sono tre, e sono serie. Le prendiamo una per una.

«Sono un alibi per non cambiare nulla.» È vero, se la compensazione sostituisce la riduzione. Nel nostro metodo la riduzione viene prima, per gerarchia dichiarata: la compensazione riguarda solo il residuo misurato, in un perimetro e in un periodo dichiarati. Un credito comprato al posto di una riduzione possibile è un uso sbagliato dello strumento — e lo scriviamo sulle nostre pagine, non nelle note a piè di pagina.

«Non esiste uno standard globale condiviso.» È vero, e non lo nascondiamo: a differenza di altri mercati ambientali, quello dei plastic credit si regge su standard privati. Noi dichiariamo il nostro — lo standard CPRS — e i suoi limiti, compreso ciò che oggi non è ancora verificato da terzi. Chi invece presenta uno standard privato come uno schema pubblico sta facendo esattamente il greenwashing di cui parlano i critici.

«I progetti sono lontani da chi compra i crediti.» I nostri siti sono dichiarati e geolocalizzati: Nonthaburi in Thailandia, Kaipola in Finlandia, con indirizzi e certificati pubblicati. La distanza geografica non è nascosta: è documentata. La plastica mista non riciclabile è un problema globale e gli impianti stanno dove il flusso di materiale esiste.

C'è infine un punto che riconoscono gli stessi critici: la plastica, a differenza della CO₂, è un oggetto fisico. Si pesa, si conta, si traccia. Un chilogrammo di plastica trattata è un fatto materiale, non una stima atmosferica.

Prove: i certificati, cosa provano e cosa no · cosa sono i plastic credit e la mappa degli standard

Chi garantisce che la plastica venga rimossa davvero?

Nessuno «garantisce» in astratto: esiste una catena di prova, e te la descriviamo anello per anello — compreso quello non ancora coperto.

Primo anello: il processo industriale. Il processo di riciclo da cui provengono i crediti è certificato ISCC PLUS su quattro entità del gruppo Corsair, da due enti terzi accreditati — Control Union Certifications Germany GmbH e Trans Certification & Inspection Sdn. Bhd. — con certificati in corso di validità, numeri consultabili nel registro pubblico, nessuna non conformità rilevata e tre audit su quattro condotti a livello di assurance reasonable, il più elevato previsto.

Secondo anello: la catena di custodia. I materiali sono tracciati con il metodo mass balance, verificato negli audit annuali.

Terzo anello: il ritiro. Ogni ritiro di crediti è registrato e produce un certificato nominativo intestato all'azienda cliente.

E l'anello non ancora coperto, dichiarato: la verifica indipendente dell'emissione dei crediti — la corrispondenza tra volume di plastica in ingresso e crediti emessi — è in fase di rafforzamento. Non è coperta dai certificati ISCC, e finché non esiste preferiamo dirtelo noi, qui.

Prove: i quattro certificati · lo stato delle verifiche

Che rapporto avete con il fornitore dei crediti?

Noi vendiamo il servizio: valutazione dell'impronta e assistenza all'acquisto e al ritiro. I crediti sono emessi, ritirati e fatturati dal programma che li emette.

Plastic Credit Green Agency misura la tua impronta plastica e ti accompagna in tutte le fasi del percorso: questo è ciò che ci compri e ciò che ti fatturiamo. I crediti CSR nascono dal programma industriale Corsair — pirolisi, impianti in Thailandia e Finlandia — e sono emessi, ritirati e fatturati dal programma che li emette.

Il dettaglio contrattuale — chi fattura cosa, con quali condizioni — è definito nel preventivo, prima di qualsiasi impegno. Il perimetro societario del programma non è oggetto di questo sito: quello che documentiamo qui è ciò che è verificabile da terzi — gli impianti, i certificati, i ruoli.

Prova: la filiera: chi fa cosa, impianti e certificati

Vendete un investimento?

No.

Vendiamo un servizio ambientale: la misurazione della tua impronta plastica e l'assistenza nell'acquisto e nel ritiro dei crediti corrispondenti. I crediti CSR, nel nostro servizio, si comprano per essere ritirati dal mercato — cioè annullati a fronte dei chilogrammi misurati — non per essere rivenduti.

Non esistono rendimenti, quotazioni, «valore che sale». Non vendiamo pacchetti, wallet, gift code, e non proponiamo opportunità di guadagno o di rete. Se stai cercando un investimento, non sei un nostro cliente — e qualsiasi operatore che ti proponga crediti ambientali come investimento merita una domanda in più, non una in meno.

Prova: CSR Plastic Credit: che cos'è un credito e cosa non è

I crediti mi mettono a posto con PPWR, EPR o CONAI?

No. E chi ti dice il contrario ti sta esponendo a un rischio.

I crediti plastici sono un contributo volontario. I crediti CSR non costituiscono adempimento degli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026, né degli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR) e dei contributi ambientali CONAI, né degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD/ESRS). Non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte, la riprogettazione degli imballaggi, il riciclo o qualunque altro obbligo di legge: si affiancano a queste azioni come contributo volontario aggiuntivo, misurato e documentato. I dati del percorso — chilogrammi misurati, crediti ritirati, certificato di ritiro — possono essere utilizzati come informazioni documentate nella tua rendicontazione di sostenibilità, ma non sostituiscono alcun adempimento.

Prova: il confine tra crediti volontari e obblighi di legge, per esteso

Posso dire che la mia azienda è plastic neutral?

Come stato assoluto, no — e dal 27 settembre 2026 le dichiarazioni ambientali non sostanziate sono sanzionabili.

Dal 27 settembre 2026 si applicano le nuove norme sulle asserzioni ambientali introdotte nel Codice del Consumo dal D.lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, in attuazione della direttiva (UE) 2024/825. La legge vieta i claim di neutralità basati sulla compensazione delle emissioni di gas serra e le asserzioni ambientali generiche non dimostrate: un claim di «neutralità plastica» non sostanziato ricade tra le asserzioni ingannevoli.

Cosa puoi dichiarare, invece? Un contributo misurato, nella forma documentabile:

«[Azienda] ha finanziato il ritiro di [N] crediti CSR, pari a [X] kg di plastica, perimetro [Y], periodo [Z] — certificato di ritiro: [link].»

«Plastic Neutral», sul nostro sito, è il nome del percorso, non uno stato da attribuirsi: «Plastic Neutral» è il nome del percorso di misurazione e compensazione: indica la compensazione dei chilogrammi misurati nel perimetro dichiarato, non l'assenza di impatto.

Un'ultima precisazione, perché circola anche l'errore opposto: chi semplifica in «la compensazione è vietata» sbaglia. È vietato attribuirsi una neutralità non dimostrata, non contribuire in modo documentato.

Prove: si può ancora dire plastic neutral? La risposta estesa · green claims sulla plastica: cosa cambia

È deducibile?

È un costo d'impresa: il trattamento fiscale va valutato con il tuo consulente.

«Il costo del servizio e dei crediti è un costo d'impresa. Il trattamento fiscale va valutato con il tuo consulente, in relazione all'inerenza rispetto alla tua attività. Da parte nostra ti forniamo il set documentale completo: fattura, Scheda di Attestazione del Servizio, certificato di ritiro — utile sia al fisco sia al bilancio di sostenibilità (ESRS E5).»

Non troverai su questo sito promesse come «100% deducibile» o «detraibile»: sono formulazioni che nessun fornitore serio può sottoscrivere al posto del tuo consulente.

Prova: prezzi: criteri del preventivo e documenti consegnati

Ne hai un'altra? Falla.

Se la tua obiezione non è qui, falla: se è buona, la aggiungiamo.

Scrivici su WhatsApp · Scrivi a info@plasticcredit.it

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Ricevi la stima dei chilogrammi e il preventivo entro 48 ore lavorative.

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Guida normativa

Crediti plastici, CONAI ed EPR: cosa sono e cosa non sono

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