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Guida ESG di filiera

Questionario ESG del cliente: come rispondere alla parte imballaggi

Guida Pubblicato il Ultima verifica normativa Di Plastic Credit Green Agency

Se un cliente capofila o una banca ti ha inviato un questionario ESG, la parte su imballaggi e rifiuti si compila in gran parte con documenti che possiedi già: la dichiarazione CONAI, le fatture dei fornitori di imballaggio, i registri e i formulari dei rifiuti. Questa guida copre solo quella parte — l'unica su cui siamo titolati — con le domande tipo, dove trovare ogni dato e cosa scrivere quando un dato non c'è.

I crediti CSR sono un contributo volontario aggiuntivo: non adempiono agli obblighi PPWR, EPR/CONAI o di rendicontazione di sostenibilità, e non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte. cosa i crediti plastici non sostituiscono

Perché ti è arrivato il questionario

Quasi mai per un obbligo di legge tuo. I questionari ESG arrivano per pressione di filiera: il tuo cliente capofila raccoglie dati dai fornitori per la propria rendicontazione, oppure la banca li chiede in istruttoria. Il riferimento tecnico più diffuso per le PMI non obbligate è lo standard volontario VSME pubblicato da EFRAG.

La conseguenza pratica è più importante della teoria: non rispondere, o rispondere con dichiarazioni generiche, ha un costo commerciale — nella selezione dei fornitori il dato mancante pesa quanto il dato negativo. La buona notizia: per la parte imballaggi e rifiuti, la maggior parte dei dati esiste già nei tuoi documenti. Sul fronte bancario, il quadro dei dati richiesti è in ESG e accesso al credito: i dati che chiede la banca.

Le domande tipiche su imballaggi e rifiuti

Le formulazioni cambiano da questionario a questionario, ma la sostanza è stabile. La tabella nella sezione seguente elenca le domande ricorrenti e, per ciascuna, il documento aziendale da cui si risponde.

I dati che hai già, documento per documento

Il dato centrale — quanti chilogrammi di imballaggi in plastica immetti ogni anno — nella maggior parte dei casi non va stimato: è già comunicato a CONAI, per materiale e fascia contributiva, nella dichiarazione periodica. Come usarlo è spiegato in La dichiarazione CONAI contiene la tua impronta. Se vuoi trasformarlo subito in una prima stima della tua impronta: calcola l'impronta plastica della tua azienda.

Cosa scrivere se un dato non c'è

La regola che regge qualsiasi risposta ESG: un dato dichiarato deve essere documentabile. Se non lo è, la risposta corretta non è una stima presentata come misura, ma una dicitura onesta: «dato non ancora rilevato; rilevazione pianificata per [periodo]». Nella valutazione di un capofila, una risposta documentata e una lacuna dichiarata valgono più di dieci risposte generiche — e dal 27 settembre 2026 le dichiarazioni ambientali non sostanziate sono anche sanzionabili, il che vale pure per ciò che scrivi in un questionario destinato alla rendicontazione altrui.

Tre errori da evitare:

  1. Confondere obblighi e azioni volontarie. Il contributo ambientale CONAI è un obbligo di legge; un'azione volontaria (riduzione, riprogettazione, compensazione) è un'altra riga del questionario. Mischiarle rende la risposta contestabile.
  2. Dichiarare percentuali senza base di calcolo. «80% riciclato» senza numeratore, denominatore e fonte è una risposta che si ritorce contro.
  3. Promettere risultati futuri senza piano. Le prestazioni future richiedono impegni chiari e verificabili: meglio dichiarare ciò che è già misurato.

Questa guida descrive la pratica operativa, non un parere: la compilazione complessiva del questionario va coordinata con il tuo consulente.

La scheda per lo studio

Se sei un commercialista o un consulente e assisti più aziende, abbiamo condensato questa guida in una scheda operativa da tenere accanto ai questionari dei clienti: le domande tipo, i documenti-fonte, le diciture per i dati mancanti.

Scarica la scheda per lo studio (PDF)

Domanda del questionario → dove trovi il dato
Domanda tipo del questionarioDove trovi il datoDocumento di supporto
Quantità di imballaggi immessi sul mercato nell'anno (kg, per materiale)Dichiarazione CONAI: kg per materiale e fascia contributivaCopia della dichiarazione periodica
Quota di imballaggi in plastica sul totaleStessa fonte, riga plasticaDichiarazione CONAI
Politiche di riduzione o riprogettazione degli imballaggiPiani di acquisto e specifiche tecniche dei fornitoriOrdini, capitolati, schede tecniche
Rifiuti prodotti e destinazione (recupero/smaltimento)Registri di carico e scarico e formulari di trasporto dei rifiutiRegistri e formulari dell'anno
Contenuto riciclato negli imballaggi acquistatiDichiarazioni e certificazioni dei fornitori (per schema, con numero)Certificati dei fornitori
Azioni ambientali volontarie documentabiliSolo azioni con documento: riduzioni misurate, progetti con attestazione, eventuali contributi volontari con certificatoDocumento dell'azione (misura, attestazione o certificato di ritiro)

Regola della tabella: ogni risposta rimanda a un documento esistente. Una riga senza documento non si compila.

Sono obbligato per legge a rispondere al questionario?

Di regola no: è una richiesta contrattuale o commerciale del cliente, non un obbligo normativo diretto. Ma il costo del non rispondere è commerciale: nei processi di selezione dei fornitori il dato mancante pesa.

Posso rispondere con stime?

Solo dichiarandole come stime, con metodo e fonte. Presentare una stima come misura è il modo più rapido di rendere contestabile l'intera risposta. Dove esiste un dato documentato — come i kg della dichiarazione CONAI — si usa quello.

Posso indicare i crediti plastici tra le azioni ambientali?

Sì, alla voce corretta: come contributo volontario documentato dal certificato di ritiro, con chilogrammi, perimetro e periodo. Mai come adempimento di obblighi PPWR, EPR o CONAI, e mai al posto delle azioni di riduzione: il confine, spiegato.

I crediti plastici sono un contributo volontario.

I crediti CSR non costituiscono adempimento degli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026, né degli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR) e dei contributi ambientali CONAI, né degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD/ESRS).

Non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte, la riprogettazione degli imballaggi, il riciclo o qualunque altro obbligo di legge: si affiancano a queste azioni come contributo volontario aggiuntivo, misurato e documentato.

I dati del percorso — chilogrammi misurati, crediti ritirati, certificato di ritiro — possono essere utilizzati come informazioni documentate nella tua rendicontazione di sostenibilità, ma non sostituiscono alcun adempimento.

Fonti

  1. D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 224 (contributo ambientale CONAI come attuazione dell'EPR) — Normattiva
  2. Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 (asserzioni ambientali) — Normattiva
  3. Standard VSME — EFRAG
  4. Osservazione di mercato: questionari ESG per PMI pubblicati da ordini professionali e iniziative istituzionali di sistema

Per approfondire

Guida normativa

ESG e accesso al credito: quali dati chiede la banca a una PMI

Quali dati ambientali entrano nell'istruttoria bancaria di una PMI, dove trovarli e come documentarli. La parte su plastica e imballaggi, spiegata.

Guida normativa

Crediti plastici, CONAI ed EPR: cosa sono e cosa non sono

I crediti plastici non sostituiscono PPWR, EPR, contributo CONAI né la rendicontazione: il confine tra strumento volontario e obblighi di legge, spiegato.