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Normativa

Chi controlla le dichiarazioni ambientali in Italia, e come funziona davvero

Sapere chi vigila e come nasce un procedimento è il modo più rapido per smettere di temerlo — e iniziare a prepararsi con ordine.

Normativa Pubblicato il Di Plastic Credit Green Agency

Le nuove regole sulle asserzioni ambientali, applicabili dal 27 settembre 2026, non creano un'autorità nuova: entrano nel Codice del Consumo come pratiche commerciali scorrette. E le pratiche commerciali scorrette in Italia hanno un vigile preciso: l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

Questo è un fatto utile da sapere per due ragioni. La prima: il meccanismo non è nuovo — funziona da anni, con procedure note. La seconda: proprio perché è rodato, non serve indovinare cosa aspettarsi.

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Da dove nasce un procedimento

Un procedimento può nascere da una segnalazione — di un consumatore, di un concorrente, di un'associazione — o d'ufficio. È un punto che cambia la prospettiva: il primo lettore critico delle tue comunicazioni ambientali non è l'autorità, è il concorrente a cui hai appena tolto un cliente, o il consulente del tuo cliente che confronta i fornitori.

Per le comunicazioni pubblicitarie esiste anche l'autodisciplina (lo IAP, per chi vi aderisce), ma il piano che conta per tutti è quello del Codice del Consumo.

Cosa rischia chi sbaglia — il numero verificato

Le asserzioni ambientali ingannevoli sono pratiche commerciali scorrette: l'AGCM può applicare sanzioni da 5.000 a 10.000.000 di euro (art. 27, comma 9, Codice del Consumo). Il D.lgs. 30/2026 non introduce un regime sanzionatorio a parte: usa questo, che esiste già.

Accanto alla sanzione c'è un costo che nessuna tabella riporta: l'istruttoria stessa — il tempo, i documenti da produrre, la comunicazione da gestire. È il motivo per cui la preparazione batte la reazione.

Cosa mette al riparo (ed è meno di quanto pensi)

La difesa non è smettere di comunicare: è poter dimostrare ciò che si comunica. In concreto, per ogni affermazione ambientale pubblicata servono tre cose: il perimetro (cosa copre l'affermazione), il periodo, e il documento che la sostiene — un dato interno tracciabile, un certificato con numero verificabile, una fattura. Se l'affermazione riguarda la plastica, il numero di partenza sono i chilogrammi immessi: il calcolatore ne dà una stima in due minuti.

Chi ha queste tre cose in ordine non ha bisogno di frasi prudenti fino all'insignificanza: può permettersi frasi precise. La guida ai green claims spiega la norma per intero; le sei verifiche della checklist sono il pomeriggio di lavoro che porta avanti; per come lo facciamo noi su questo stesso sito, ci sono le informazioni legali e le note sui claim.

Ultima verifica normativa: 30/07/2026 (registro fonti di progetto).

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