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Normativa

Claim ambientali sulla plastica: la checklist prima del 27 settembre

Sei controlli da fare in un pomeriggio sulle comunicazioni ambientali della tua azienda, con esempi riscritti prima/dopo. Senza interpretazioni giuridiche: quelle spettano al tuo consulente.

Normativa Pubblicato il Di Plastic Credit Green Agency

Dal 27 settembre 2026 si applica il D.lgs. 30/2026 (Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 2026), che recepisce la direttiva europea 2024/825 sulle comunicazioni ambientali. Manca un mese: il tempo giusto per rileggere quello che la tua azienda dice di sé — sul sito, sulle etichette, nelle schede prodotto, sui social.

Questa non è un'analisi giuridica e non vuole esserlo: la valutazione legale delle tue comunicazioni spetta al tuo consulente. Questa è la checklist operativa che puoi fare da solo in un pomeriggio, con esempi riscritti prima/dopo.

Prima di tutto, il nostro distinguo di sempre: i crediti plastici sono uno strumento volontario. Non adempiono agli obblighi del regolamento imballaggi (PPWR), non sostituiscono il contributo CONAI né la responsabilità estesa del produttore, e non mettono «in regola» con il D.lgs. 30/2026. Servono a compensare un'impronta misurata — che è cosa diversa, e va detta così.

1. Fai l'inventario di quello che hai pubblicato

Sito, packaging, schede tecniche, firme email, profili social, brochure. Un claim dimenticato su un'etichetta del 2023 è pubblicato oggi quanto la home del sito. Scrivi la lista: è la base di tutto il resto.

2. Cerca i claim generici

«Green», «eco-friendly», «amico dell'ambiente», «sostenibile» senza altro: sono affermazioni che non indicano né un fatto né una misura. La direzione della norma è che un'affermazione ambientale debba poggiare su qualcosa di specifico e dimostrabile.

Prima: «Il nostro packaging è ecologico.»

Dopo: «Il nostro packaging contiene il 30% di plastica riciclata, certificata da [schema], anno 2025.» — solo se il numero è vero e il certificato esiste.

Se il dato non ce l'hai, la riscrittura onesta è un'altra: togliere il claim finché il dato non c'è.

3. Controlla i marchi e i badge di «sostenibilità»

È il punto dove l'esposizione è più concreta: un marchio di sostenibilità mostrato senza uno schema di certificazione verificabile dietro — chi lo rilascia, con quali criteri, verificati da chi — è esattamente il tipo di comunicazione su cui la nuova disciplina stringe. Ogni bollino sul tuo sito deve rispondere a: chi l'ha verificato, e dove lo si controlla?

Prima: un badge «100% Green Company» disegnato dal grafico.

Dopo: il logo dello schema reale con numero di certificato e link al registro pubblico dove chiunque può verificarlo. Se non esiste: nessun badge.

4. Attenzione alle promesse di neutralità

La fattispecie specifica sulla «neutralità climatica» riguarda i gas serra. Ma il criterio di fondo — mai promettere uno stato assoluto che non puoi dimostrare — vale per qualunque promessa di «impatto zero», plastica inclusa. È il motivo per cui noi stessi non diciamo che un'azienda «diventa plastic neutral» come stato: diciamo quanti chilogrammi sono stati misurati, su quale perimetro, e quanti crediti sono stati ritirati per compensarli.

Prima: «Siamo un'azienda plastic neutral.»

Dopo: «Nel 2025 abbiamo compensato 12.400 kg di plastica — la nostra impronta misurata sul perimetro imballaggi — tramite crediti plastici CSR, con certificato di ritiro.»

5. Prepara la prova, non solo la frase

Un claim riscritto bene poggia su tre cose: un perimetro dichiarato (cosa hai misurato), un periodo (quando), un numero con la fonte. Per la plastica degli imballaggi, la buona notizia è che un documento con i chilogrammi probabilmente ce l'hai già: la dichiarazione CONAI. È da lì che si parte per un'impronta difendibile — ne abbiamo scritto una guida.

6. Porta la lista al consulente

I punti 1-5 preparano il lavoro; il giudizio finale sulle tue comunicazioni è del tuo legale o del tuo consulente. Arrivarci con l'inventario fatto e i dati in mano trasforma quella consulenza da ricognizione a rifinitura.

Per il quadro completo della norma, con le fonti primarie e la data di ultima verifica: la guida ai green claims sulla plastica.

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