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Normativa

Le cinque frasi ambientali più comuni sui siti italiani, riscritte

Una di queste, probabilmente, è anche sul tuo sito. Dal 27 settembre 2026 le asserzioni ambientali generiche e non dimostrate sono pratiche ingannevoli: ecco come si riscrivono, una per una.

Normativa Pubblicato il Di Plastic Credit Green Agency

Dal 27 settembre 2026 si applica il D.lgs. 30/2026, che porta nel Codice del Consumo le nuove regole europee sulle comunicazioni ambientali. La logica di fondo è una sola e si può dire in una riga: un'affermazione ambientale deve poggiare su un fatto dimostrabile — non su un'atmosfera.

Qui sotto ci sono le cinque formule che si leggono più spesso sui siti delle aziende italiane, e per ognuna la riscrittura che regge: con un perimetro, un numero e una fonte. Nessuna interpretazione giuridica — per quella c'è il tuo consulente — solo il mestiere di riscrivere.

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1. «Rispettiamo l'ambiente»

È l'asserzione ambientale generica per eccellenza: non dice cosa, non dice quanto, non dice da quando. La nuova disciplina (art. 23, comma 1, lettera d-bis del Codice del Consumo) mette in blacklist proprio questo: l'asserzione generica che non si può dimostrare.

Riscritta: «Nel 2025 abbiamo ridotto del 12% i rifiuti di imballaggio del nostro magazzino rispetto al 2024 (dato interno, perimetro: sede di X).» — Se il numero non ce l'hai, la riscrittura onesta è togliere la frase finché il numero non c'è.

2. «Packaging green» / «confezione eco»

«Green» ed «eco» riferiti a un prodotto intero sono due problemi in uno: asserzione generica e asserzione sull'intero prodotto quando riguarda — nel migliore dei casi — un solo aspetto (lettera d-ter).

Riscritta: «Confezione con il 40% di plastica riciclata certificata [schema, numero di certificato].» Un aspetto, un numero, una verifica. Se il certificato non esiste, non esiste neanche la frase.

3. «Siamo plastic free»

Quasi mai è vero alla lettera: basta un nastro adesivo, un film di raggruppamento, una monodose in magazzino. Un'asserzione sull'intera attività che copre solo una parte è esattamente la fattispecie della lettera d-ter.

Riscritta: «Abbiamo eliminato le bottigliette in plastica monouso dalle nostre sale riunioni: −1.800 bottiglie l'anno (conteggio 2025).» Il perimetro dichiarato è ciò che rende la frase difendibile — e, di passaggio, più credibile.

4. «Prodotto a impatto zero»

La blacklist colpisce in modo esplicito le asserzioni di impatto neutro, ridotto o positivo basate sulla compensazione delle emissioni di gas serra (lettera d-quater). E qualunque «impatto zero», comunque motivato, resta un'asserzione generica da dimostrare — cioè indifendibile nella quasi totalità dei casi reali.

Riscritta: «Nel 2025 abbiamo misurato l'impronta di CO₂ del trasporto e l'abbiamo ridotta del 8% cambiando vettore (report interno, perimetro logistica).» Misurato, ridotto, documentato: tre verbi che reggono dove «zero» affonda.

5. «Siamo plastic neutral» — il caso che ci riguarda da vicino

Lo diciamo su un sito che vende compensazione della plastica, quindi con il massimo interesse a essere precisi: la legge vieta i claim di neutralità basati sulla compensazione delle emissioni di gas serra e le asserzioni ambientali generiche non dimostrate; un claim di neutralità plastica non sostanziato ricade nelle asserzioni ingannevoli. Per questo noi stessi non descriviamo mai la neutralità come uno stato raggiunto.

Riscritta: «Nel 2025 abbiamo compensato 12.400 kg di plastica — la nostra impronta misurata sul perimetro imballaggi — tramite crediti plastici CSR, con certificato di ritiro.» Chi legge sa cosa è stato misurato, quanto, e dove verificarlo. È la differenza tra un'etichetta e un fatto.

Il criterio unico, per non impararle a memoria

Le cinque riscritture applicano lo stesso criterio: perimetro dichiarato, periodo, numero con la fonte. Se una frase del tuo sito non li ha tutti e tre, è candidata alla riscrittura — o alla rimozione. Il numero, quando l'affermazione riguarda la plastica, parte dai chilogrammi immessi: il calcolatore ne dà una stima in due minuti.

Per il quadro completo della norma c'è la guida ai green claims; per il metodo con cui questo sito applica le sue stesse regole, le note sui claim; per i sei controlli da fare in un pomeriggio, la checklist del 27 settembre.

Ultima verifica normativa: 30/07/2026 (registro fonti di progetto); testo del D.lgs. 30/2026 letto su Normattiva.

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