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Cosa NON siete obbligati a fare

Negli ultimi mesi CSRD, PPWR ed ESG sono diventate parole che mettono ansia anche a chi non è tenuto a farci nulla. Qui non aggiungiamo altra paura: diciamo dove passa davvero il confine, con la norma citata.

Chi vende consulenza vive di urgenza normativa, e a volte la racconta più grande di quanto sia. Noi vendiamo un servizio volontario — la compensazione della plastica — e non ci serve che tu creda di essere obbligato a qualcosa che non lo è: se lo pensassi per il motivo sbagliato, il giorno che te ne accorgi non ti fidi più nemmeno di quello che diciamo di giusto.

Quattro punti, in ordine di quante volte ce li sentiamo chiedere.

«Dovete fare il bilancio di sostenibilità»

Si dice:

«Dovete fare il bilancio di sostenibilità, ormai lo chiedono tutti.»

La soglia reale:

Solo se superate insieme 450 milioni di € di ricavi netti e 1.000 dipendenti medi — soglie alzate dalla Direttiva (UE) 2026/470 («Omnibus I»), in vigore dal 18 marzo 2026. Sotto quella soglia, nessun obbligo di legge. E se siete fornitori di un'azienda che invece è obbligata, siete un'«impresa protetta» (fino a 1.000 dipendenti): avete il diritto di rifiutare richieste che vanno oltre lo standard volontario VSME, e le clausole contrattuali contrarie non sono vincolanti.

Se il cliente grande il questionario te lo manda lo stesso, resta la domanda pratica: come rispondere senza subire.

«Devo compilare il VSME?»

No. Il VSME — il modello semplificato di rendicontazione per micro, piccole e medie imprese — è volontario per definizione, e non lo è mai stato altrimenti, per nessuno. Ha senso compilarlo se ti aiuta a rispondere in modo ordinato a una banca o a un cliente che te lo chiede, non perché una legge lo imponga.

Come funziona il capitolo su imballaggi e rifiuti →

«Hanno ritirato la direttiva sui claim ambientali»

«…quindi posso scrivere quello che voglio.» Sbagliato due volte, e la seconda volta è quella che costa.

Primo: quella direttiva non è stata ritirata. Il 20 giugno 2025 la Commissione europea ha annunciato l'intenzione di ritirare la proposta COM(2023)166 e il negoziato si è fermato — ma il ritiro formale non risulta. A oggi l'Osservatorio legislativo del Parlamento europeo registra la procedura 2023/0085(COD) come «in attesa della posizione del Consiglio in prima lettura», e il programma di lavoro della Commissione per il 2026 la elenca ancora fra le proposte pendenti. È ferma, non morta.

Secondo, ed è il punto: quella proposta non ti riguarda comunque, perché una proposta non è una legge — e finché resta una proposta non impone niente a nessuno. La norma che ti riguarda è un'altra direttiva: la (UE) 2024/825, approvata nel 2024 e recepita in Italia dal D.lgs. 30/2026, che si applica dal 27 settembre 2026.

È l'errore in cui cadono in tanti: due direttive diverse, si parla di quella che non è mai diventata legge e si dimentica quella che lo è già. Cosa cambia dal 27 settembre 2026 →

«I crediti plastici li devo comprare per essere in regola?»

No, mai. Nessuna norma vigente obbliga all'acquisto di crediti plastici o di compensazione: non sostituiscono il contributo ambientale CONAI, non adempiono alla responsabilità estesa del produttore (EPR), non sono richiesti da nessuna rendicontazione di sostenibilità. Sono una scelta volontaria aggiuntiva, dopo aver ridotto quello che si poteva ridurre — non un modo per evitare un obbligo che resta lì comunque.

Cosa i crediti non sostituiscono →

La scala dei vincoli

Quasi tutte le discussioni su «siamo obbligati o no» si sciolgono collocando la richiesta su questa scala. Vale per le norme di domani quanto per quelle di oggi: la domanda da farsi è sempre «a che livello sta chi me lo sta chiedendo?».

I sei livelli di vincolo, dal più cogente al più libero, con un esempio preso da questa pagina.
LivelloCosa significaEsempio da questa pagina
Obbligo di leggeNorma cogente, con sanzioni se non rispettataContributo CONAI ed EPR; CSRD sopra soglia
IndirettoNon è legge, ma un cliente o una banca che invece è obbligato te lo chiedeIl questionario ESG di un cliente capofila
FilieraRichiesto per restare nella catena di fornitura, non da una normaI dati sugli imballaggi chiesti da un cliente grande
Buona praticaConsigliato da linee guida o standard, non sanzionabileCompilare il VSME per rispondere in modo ordinato
VolontarioScelta libera: nessuno te la chiedeComprare crediti plastici
ComunicazioneCome lo racconti — qui si applicano le regole sui claimCosa scrivi sul sito o sul packaging

I primi tre livelli hanno una conseguenza se li ignori. Gli ultimi tre no — ma l'ultimo ha una conseguenza se li racconti male.

Domande che restano

Se sono sotto le soglie CSRD, posso ignorare completamente la sostenibilità?

Puoi ignorare l'obbligo di legge. Non puoi ignorare che clienti, banche e assicurazioni i dati te li chiedono comunque: è la parte «indiretta» e «di filiera» della scala qui sopra. La differenza è che nessuno può sanzionarti per non averlo fatto.

Chi mi dice se la mia azienda supera le soglie?

Ricavi netti e dipendenti medi sono dati che hai già nel tuo bilancio. Se sei vicino alla soglia, o hai dubbi sul perimetro di gruppo, è una domanda per il tuo commercialista e non per noi: noi misuriamo l'impronta plastica, non facciamo consulenza societaria.

Questa pagina vale anche fra un anno?

Le soglie e le date sono quelle di oggi, ciascuna con la norma citata in fondo. Le rivediamo quando cambia qualcosa — è lo stesso motivo per cui ogni cifra qui ha la sua fonte scritta accanto: se cambia la fonte, si vede.

I crediti plastici sono un contributo volontario.

I crediti CSR non costituiscono adempimento degli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026, né degli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR) e dei contributi ambientali CONAI, né degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD/ESRS).

Non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte, la riprogettazione degli imballaggi, il riciclo o qualunque altro obbligo di legge: si affiancano a queste azioni come contributo volontario aggiuntivo, misurato e documentato.

I dati del percorso — chilogrammi misurati, crediti ritirati, certificato di ritiro — possono essere utilizzati come informazioni documentate nella tua rendicontazione di sostenibilità, ma non sostituiscono alcun adempimento.

Quello che non siete obbligati a fare non cambia quello che potete scegliere di fare. Calcola la tua impronta plastica: è gratis, e non è un obbligo neanche quello.

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Ricevi la stima dei chilogrammi e il preventivo entro 48 ore lavorative.

Fonti

  1. Direttiva (UE) 2026/470 del 24 febbraio 2026, GU UE serie L del 26.2.2026, in vigore dal 18 marzo 2026 — soglie CSRD (450 mln € di ricavi netti e 1.000 dipendenti medi) e diritto di rifiuto delle imprese protette (art. 19-bis, par. 3, dir. 2013/34/UE come modificato) — EUR-Lex (ELI) — stessa fonte già citata in /guide/vsme-imballaggi-e-rifiuti/
  2. Raccomandazione (UE) 2025/1710 della Commissione, del 30 luglio 2025 — allegato I: testo italiano dello standard VSME, principio volontario di rendicontazione — EUR-Lex (ELI)
  3. Parlamento europeo, Osservatorio legislativo — procedura 2023/0085(COD), proposta di direttiva sui green claims COM(2023)166: fase raggiunta «Awaiting Council's 1st reading position», nessun evento di ritiro registrato — Riscontrato da browser il 06/09/2026 · scheda EUR-Lex della stessa procedura, stato «Ongoing»: https://eur-lex.europa.eu/procedure/IT/2023_85
  4. Parlamento europeo, Legislative Train Schedule — «Substantiating and communicating green claims»: stato «Blocked»; il 20 giugno 2025 la Commissione ha annunciato l'intenzione di ritirare la proposta; il programma di lavoro della Commissione per il 2026 (21 ottobre 2025) la elenca ancora fra le proposte pendenti — Riscontrato da browser il 06/09/2026
  5. Direttiva (UE) 2024/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024 (EmpCo) — EUR-Lex — stessa fonte già citata in /guide/green-claims-plastica/
  6. Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 — GU Serie Generale n. 56 del 09/03/2026, in vigore dal 27 settembre 2026 — Normattiva · Gazzetta Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/sg

Per approfondire

Guida normativa

VSME: come si compila il capitolo su imballaggi e rifiuti

Nel VSME imballaggi e rifiuti stanno nella disclosure B7: rifiuti annui per tipo, quota a riciclo o riutilizzo, flusso di massa dei materiali. I tre dati da preparare, con perimetro e periodo.