Approfondimento
Cosa sono i plastic credit: come funzionano e cosa non sono
I crediti plastici spiegati alle aziende: come funzionano i programmi, gli standard esistenti, la differenza con i carbon credit e cosa non sostituiscono.
Il contesto
Il mondo produce ogni anno alcune centinaia di milioni di tonnellate di plastica. Una parte consistente di questa plastica non viene raccolta né trattata e finisce dispersa nell'ambiente. La quota avviata a riciclo, a livello mondiale, resta minoritaria rispetto al totale dei rifiuti plastici prodotti. I numeri esatti, con fonte, sono nella tabella qui sotto.
La plastica dispersa non arriva da un'unica filiera: pesano i rifiuti urbani non intercettati dalla raccolta, le attività economiche e — con una quota rilevante sul totale dei rifiuti plastici — gli imballaggi, che sono la prima categoria di impiego della plastica.
È da qui che nasce la pressione regolatoria europea: il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), in vigore dall'11 febbraio 2025, si applica dal 12 agosto 2026. Per capire cosa comporta per la tua azienda: PPWR: scadenzario degli obblighi imballaggi 2026-2030.
I crediti CSR sono un contributo volontario aggiuntivo: non adempiono agli obblighi PPWR, EPR/CONAI o di rendicontazione di sostenibilità, e non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte. Il confine tra crediti volontari e obblighi di legge
Il riciclo meccanico è la via principale, ma ha limiti noti: funziona bene con flussi omogenei e puliti (PET delle bottiglie, HDPE), molto meno con le plastiche miste, multistrato o contaminate, che in gran parte oggi finiscono a recupero energetico o in discarica.
Il riciclo chimico affronta proprio quella parte: processi come la pirolisi trattano anche le plastiche miste non riciclabili meccanicamente, trasformandole in olio circolare utilizzabile come materia prima. Non è una tecnologia sostitutiva del riciclo meccanico: è complementare, con rese e vincoli propri.
Come funziona, e cosa dimostra, lo spieghiamo nelle pagine dedicate: Come funziona la pirolisi · Da plastica a carburante.
Il quadro globale non si governa da una singola azienda. Le tre azioni che un'impresa può fare, sì — e in quest'ordine.
I crediti plastici sono un contributo volontario.
I crediti CSR non costituiscono adempimento degli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026, né degli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR) e dei contributi ambientali CONAI, né degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD/ESRS).
Non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte, la riprogettazione degli imballaggi, il riciclo o qualunque altro obbligo di legge: si affiancano a queste azioni come contributo volontario aggiuntivo, misurato e documentato.
I dati del percorso — chilogrammi misurati, crediti ritirati, certificato di ritiro — possono essere utilizzati come informazioni documentate nella tua rendicontazione di sostenibilità, ma non sostituiscono alcun adempimento. Il confine tra crediti volontari e obblighi di legge
Il problema è globale; il primo passo è aziendale: sapere quanti chilogrammi immetti.
Approfondimento
I crediti plastici spiegati alle aziende: come funzionano i programmi, gli standard esistenti, la differenza con i carbon credit e cosa non sostituiscono.
Guida normativa
Scadenzario datato del Regolamento (UE) 2025/40: cosa si applica dal 12 agosto 2026, cosa scatta dal 2030. Fonte primaria per ogni riga, changelog e data di verifica.
Guide
Scadenzari datati e mantenuti su PPWR, claim ambientali, crediti plastici e obblighi di legge, questionari ESG. Ogni guida riporta la data di ultima verifica normativa.