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Prova e filiera

Fornitori e claim: la riga da mettere nel contratto prima di firmare

La frase è del vostro fornitore finché resta nella sua scheda tecnica. Diventa vostra il giorno in cui la ripetete a un cliente.

Prova e filiera Pubblicato il Di Plastic Credit Green Agency

«Riciclabile». «Contiene il 30% di riciclato». «Materiale sostenibile». Sono affermazioni che quasi sempre nascono a monte: le fa chi vi vende l'imballaggio, voi le leggete su una scheda o le sentite in una riunione, e finiscono sul vostro catalogo.

Il passaggio critico è proprio lì. Finché la frase sta nella documentazione del fornitore, è un suo problema. Nel momento in cui la ripetete su un vostro materiale, è vostra: è la vostra azienda che l'ha pubblicata, ed è a voi che verrà chiesta la prova.

Non c'è modo di evitarlo. C'è però modo di attrezzarsi prima, e si fa quando si firma — non quando arriva la domanda.

I quattro impegni da chiedere

Non sono clausole da copiare: sono le quattro cose che ha senso chiedere al vostro legale di formalizzare nel modo giusto per il vostro contratto. Il contenuto è questo.

1. Che le caratteristiche dichiarate siano documentabili. Non «vere»: documentabili. La differenza è che la seconda si può verificare, e obbliga chi la scrive ad avere qualcosa in mano.

2. Che la documentazione arrivi su richiesta, entro un termine. Un impegno senza termine non serve a niente il giorno in cui un cliente vi dà una settimana per rispondere. Quindici o trenta giorni, ma scritto.

3. Che i cambi di composizione vi vengano comunicati. È il punto che salta sempre. Un fornitore cambia mescola o cambia stabilimento, la percentuale di riciclato si sposta, e il vostro catalogo continua a dire il numero vecchio per due anni. Non è malafede di nessuno: è che nessuno ha pensato ad avvisarvi.

4. Che le certificazioni citate siano verificabili con un riferimento. Non un logo: un numero, un ente, un registro dove si controlla. Un bollino senza riferimento vale zero — vale la pena saperlo prima, non dopo. Sul nostro sito facciamo la stessa cosa, e non per gentilezza: perché una certificazione che non si può verificare non serve a chi la riceve.

Per i fornitori che avete già

Il contratto si sistema al rinnovo, ma la documentazione si può chiedere subito. Serve una richiesta scritta, breve, che non suoni come una diffida — perché non lo è: state chiedendo dei dati che vi servono per rispondere ai vostri clienti.

Il modello da mandare è qui, già scritto e pronto da adattare. Chi risponde bene diventa un fornitore su cui potete costruire una frase; chi non risponde vi ha appena detto qualcosa di importante, gratis.

E se nel frattempo avete già pubblicato affermazioni basate su dati che non vi sono mai arrivati per iscritto, le tre domande servono a capire dove siete. La guida ai green claims copre i casi in cui la responsabilità è divisa.

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Fatto. Lo scadenzario è in viaggio verso la tua email: se non lo vedi, controlla la posta indesiderata. Ti riscriveremo solo quando cambia qualcosa.

Quattro righe in un contratto costano una revisione. La stessa informazione, chiesta il giorno in cui un cliente vi mette fretta, costa la trattativa.

Fonti

  1. D.lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 — Normattiva

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