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Il cliente ti chiede della plastica: la checklist in 5 domande

Non tutte le richieste sui temi ambientali sono uguali, e la differenza si vede in due minuti. Cinque domande, in ordine: fai la prima, e la risposta ti dice se puoi saltare alla terza o se ti serve la seconda.

Le cinque domande, in ordine

  1. «Il cliente immette imballaggi sul mercato — li produce, li usa per spedire, li vende pieni?» Se sì, ha quasi certamente già una dichiarazione CONAI: i chilogrammi per materiale sono già scritti lì. → La dichiarazione CONAI contiene già la sua impronta
  2. «È un ufficio o uno studio che non immette imballaggi, ma consuma plastica — bottiglie, capsule, materiale di consumo?» La sua unità di misura è diversa: postazioni e metratura, non chilogrammi dichiarati. → Compensazione plastica per PMI e studi professionali
  3. «Gli è arrivato un questionario ESG da un cliente capofila, o una richiesta della banca?» Non è un obbligo di legge diretto, ma ha un costo commerciale se non risponde con documenti. → Questionario ESG: come rispondere sugli imballaggi · ESG e accesso al credito
  4. «Pensa di essere obbligato per legge a fare qualcosa sulla plastica, e non lo è?» Succede più spesso del contrario: CSRD, VSME e crediti volontari vengono confusi con obblighi che non sono. → Cosa NON siete obbligati a fare · Crediti plastici, CONAI ed EPR: cosa non sostituiscono
  5. «Vuole scrivere qualcosa — nel bilancio, sul sito, in una gara — sulla plastica o sull'ambiente?» Prima di validarlo, la domanda da fare è una sola: chi lo dimostra, con quale documento. → Green claims sulla plastica: cosa cambia dal 27/09/2026 · La responsabilità è anche di chi consiglia

Se dopo queste cinque domande la risposta è «serve una misurazione vera», non c'è una sesta domanda: segnalacelo e ce ne occupiamo noi, tu resti il suo riferimento per tutto il resto. Se invece basta un ordine di grandezza, il calcolatore lo può usare lui stesso, gratis.

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