Glossario · La filiera industriale
Olio di pirolisi
L'olio di pirolisi è il prodotto liquido della pirolisi della plastica: entra nell'industria chimica come materia prima circolare, per produrre nuova plastica e altri prodotti. Nei certificati ISCC PLUS della filiera è indicato come pyrolysis oil – circular.
In pratica
È ciò che esce dagli impianti della filiera quando entra plastica mista post-consumo; per il sito finlandese esce anche carbon black – circular. La qualifica «circolare» non è un aggettivo di marketing: è l'attribuzione consentita dalla catena di custodia mass balance fino alla quantità di plastica certificata tracciata in ingresso, controllata ogni anno dall'ente di certificazione. Dal 2024 Corsair fornisce olio di pirolisi a Shell per l'impianto di Moerdijk (fonte: Access Newswire, 6 settembre 2024, linkata nella pagina dedicata). Per questo sul sito scriviamo «olio di pirolisi» e non altro: è il nome che compare nei certificati.
Cosa non significa
- Non è un combustibile da bruciare: la destinazione documentata è l'industria chimica, come materia prima.
- Non è «bio»: non è di origine biologica e non lo chiamiamo così.
- Non prova nulla sui crediti: l'olio è il prodotto del processo industriale. ISCC PLUS certifica la sostenibilità e la tracciabilità del processo industriale e dei materiali. Non certifica l'emissione dei crediti CSR, disciplinata dallo standard CPRS.
Dove lo incontri
Fonte
- Certificati ISCC PLUS dei siti (materiali in uscita), in Trasparenza; accordo con Shell: fonte citata in Corsair e Shell.