Glossario · La filiera industriale
Pirolisi
La pirolisi è una decomposizione termica in assenza di ossigeno: la plastica, portata ad alta temperatura in un reattore chiuso, non brucia ma si scompone in molecole più semplici. Il vapore che ne deriva, condensato, è l'olio di pirolisi; una frazione resta come gas, che alimenta il processo, e una come solido carbonioso.
In pratica
Tratta la plastica mista da rifiuto — film, imballaggi multimateriale, plastiche sporche o eterogenee — cioè la frazione che il riciclo meccanico scarta perché non si può selezionare e rifondere mantenendo una qualità utile. È un processo industriale continuo, non un impianto sperimentale: richiede alimentazione costante, controllo di temperatura e trattamento delle emissioni, e vive in siti autorizzati e ispezionati. Nella filiera da cui provengono i crediti che ritiriamo ci sono tre siti con impianto di pirolisi — Kaipola in Finlandia e due siti a Nonthaburi in Thailandia — e una quarta entità del gruppo certificata come trader di olio di pirolisi. Tre limiti vanno conosciuti prima di comprare qualsiasi cosa da chiunque: la resa non è totale; l'attribuzione dei materiali avviene con il mass balance, non seguendo la singola molecola; la certificazione copre il sito, non tutta la catena.
Cosa non significa
- Non è incenerimento: senza ossigeno la plastica non brucia, si scompone; il prodotto è un materiale, non calore.
- Non è un riciclo «infinito» o «senza perdite»: da una tonnellata in ingresso non esce una tonnellata di olio.
- Non tratta tutto: ogni impianto ha un proprio elenco di materiali ammessi; nei certificati il materiale in ingresso è indicato come mixed plastic waste, e quello è il perimetro verificato.
- Non certifica i crediti: ISCC PLUS certifica la sostenibilità e la tracciabilità del processo industriale e dei materiali. Non certifica l'emissione dei crediti CSR.
Dove lo incontri
Fonte
- Pagina di casa Pirolisi e riciclo chimico; certificati ISCC PLUS dei siti, con numero, ente e scope, in Trasparenza.