Glossario · Obblighi e norme
Bilancio di sostenibilità
Il bilancio di sostenibilità (o rendicontazione di sostenibilità) è il documento con cui un'impresa rende conto dei propri impatti, rischi e opportunità ambientali, sociali e di governance. È obbligatorio solo per le imprese nel perimetro della CSRD; per tutte le altre è volontario, e il riferimento raccomandato è il VSME.
In pratica
Dopo l'Omnibus I l'obbligo scatta sopra 450 milioni di euro di ricavi netti e 1.000 dipendenti medi, insieme. Sotto quella soglia nessuna legge lo impone; lo chiedono, semmai, un cliente obbligato, una banca o un bando — ed è la parte «indiretta» che una PMI non può ignorare, anche se nessuno può sanzionarla. Qualunque sia la forma, un bilancio si regge su dati veri, documentati e riconciliabili; i dati di un percorso di compensazione — chilogrammi misurati, crediti ritirati, certificato di ritiro — possono entrarci come informazioni documentate. E dal 27 settembre 2026 anche un bilancio è comunicazione: le asserzioni ambientali che contiene seguono le stesse regole di un'etichetta.
Cosa non significa
- Non è obbligatorio per le PMI: chi ti dice «dovete farlo, ormai lo chiedono tutti» sta descrivendo una richiesta di filiera, non una legge.
- Non è un certificato e non attesta conformità: è un rendiconto, e vale quanto valgono i suoi dati.
- Non si compila comprando crediti: la rendicontazione descrive l'impronta, non la sostituisce.
- Non è il posto per una neutralità dichiarata: un contributo si scrive con quantità, perimetro, periodo e documento.
Dove lo incontri
Fonte
Voci collegate
I crediti CSR sono un contributo volontario aggiuntivo: non adempiono agli obblighi PPWR, EPR/CONAI o di rendicontazione di sostenibilità, e non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte.