Glossario · Obblighi e norme
CSRD
La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive, direttiva (UE) 2022/2464) è la direttiva europea sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese, recepita in Italia con il D.lgs. 6 settembre 2024, n. 125. Dopo la direttiva (UE) 2026/470 («Omnibus I», in vigore dal 18 marzo 2026) l'obbligo riguarda solo le imprese che superano insieme 450 milioni di euro di ricavi netti e 1.000 dipendenti medi.
In pratica
Le imprese obbligate rendicontano secondo gli standard ESRS, con dati veri, documentati e riconciliabili. Per la maggior parte delle PMI la pressione non arriva dalla legge ma dai questionari dei clienti obbligati e delle banche: la stessa Omnibus I qualifica come «imprese protette» i fornitori fino a 1.000 dipendenti nella catena del valore di un'impresa obbligata, con il diritto di rifiutare richieste che eccedono gli standard volontari. Nella rendicontazione, i dati di un percorso di compensazione — chilogrammi misurati, crediti ritirati, certificato — sono informazioni documentate utilizzabili; non sostituiscono alcun adempimento.
Cosa non significa
- Non obbliga le PMI: sotto le soglie non esiste alcun obbligo di legge di rendicontazione di sostenibilità.
- Non si adempie comprando crediti: la rendicontazione descrive l'impronta, non la sostituisce.
- Non è il VSME: il VSME è il principio volontario per le imprese non obbligate.
- Non è «ESG» in senso generico: è una disciplina precisa, con soglie e standard.
Dove lo incontri
Fonte
- Direttiva (UE) 2022/2464 — EUR-Lex; D.lgs. 6 settembre 2024, n. 125 — Normattiva; direttiva (UE) 2026/470 (fonte già riscontrata da Code per
/cosa-non-siete-obbligati-a-fare/).
Voci collegate
I crediti CSR sono un contributo volontario aggiuntivo: non adempiono agli obblighi PPWR, EPR/CONAI o di rendicontazione di sostenibilità, e non sostituiscono la riduzione della plastica alla fonte.